Mi
chiamo James Allyson Lee. Sono alto 1.87 e peso 95 kg.
Sono bianco, di razza Cherokee (Nativo Americano). Sono nato
il 24 settembre 1974.
Nel 1997 sono stato condannato per un omicidio commesso in Maggio
del 1994. la sentenza è stata Pena di Morte al Georgia
Diagnostic Classification Prison in Jackson, Georgia.
Molte persone mi hanno chiesto tante volte di scrivere la mia
storia, ma fino ad oggi avevo sempre detto che non c’era
motivo, non avevo mai trovato nessuna ragione per farlo e anche
ora non è facile raccogliere me stesso e raccontare tutto
nella sua totalità…..è troppo doloroso.
Per raccontare bene una storia vera uno deve rivivere il proprio
passato e io onestamente non sono sicuro di poter rivivere ancora
tutte quelle cose senza “infettare” la vita positiva
che ho costruito, ma cercherò di raccontare qualche cosa
perché voglio farlo per me e per chi legge. Se tu hai
qualunque domanda da pormi, puoi farlo su questo sito e io risponderò
al più presto possibileJ. Oppure puoi scrivermi direttamente,
il mio indirizzo è sul sito. Grazie per dedicarmi un
po’ del tuo tempo e per leggere questa storia…..questo
è il primo gradino che dimostra che un po’ ti interessi
a meJ.
Ho 33 anni e sono rinchiuso da quando avevo 19 anni per una
condanna per omicidio qui nello stato della Georgia. A volte
mi sento come se fossi nato in prigione e per un certo verso
è vero, anche se in modo diversoL. Prima di tutto voglio
chiarire e puntualizzare che voglio molto bene a mia madre…..dico
questo perché per raccontare esattamente la mia storia
devo dire cose che potrebbero dare ai lettori l’impressione
che io non la ami. Ti prego…leggi con cuore aperto perché
io sto parlando dal cuore.
Il sistema sociale è molto più che parlare di
prigione o carcere, è anche qualcosa come organizzazioni
inesistenti che dovrebbero allontanare dalla propria famiglia
i bambini che hanno subito abusi dai loro genitori…..voglio
dire che il sistema probabilmente ha mancato nei miei confronti
molto tempo prima che io mancassi nei confronti della società
e cadessi nell’atrocità di ciò che ho commesso.
Nessuno nasce assassino in questo mondo, gli assassini sono
creati nel corso degli anni attraverso circostanze, situazioni
ed esperienze estreme. Dentro tutti noi esistono nella loro
totalità passioni ed emozioni per le quali basta una
scintilla per fare esplodere il bene o il male nelle persone.
Se all’età di 2 anni la tua mamma ti avesse picchiato
e sgridato tutti i giorni e il tuo papà ti avesse abbandonato
lasciandoti solo con lei senza nessun altro che potesse salvarti
o proteggerti….sai…. ti assicuro che la confusione,
il dolore e la paura avrebbero contribuito a creare un comportamento
di vita deformato e corrotto. Tutto questo messo insieme ad
anni ed anni di vita vissuta nella confusione fisica e mentale,
ma maggiormente anni di confusione e di dolore nel cuore creati
da quella persona che doveva essere la tua roccia, la tua guida
e che avrebbe dovuto amarti e non farti soffrire…mia madre.
Poi sai…..il dolore si trasforma in cicatrice e le cicatrici
non fanno più male perché la parte è come
se fosse intorpidita….c’è meno sensibilità….poi
le cicatrici si trasformano in segni indelebili ed ogni volta
che le guardi sul tuo corpo cominciano a fare spazio alla rabbia,
poi si trasforma in odio ed ecco che con le azioni che seguiranno…..
salti per aria definitivamente! Così per tutte le persone
che dicono di non poter mai essere violente……lasciami
dire che con le giuste circostanze e senza nessuno che ti insegni
il bene …tu puoi fare qualunque cosa!!!!!! Questo caso
è accaduto nel Maggio del 1994….ma io non ho mai
avuto manifestazioni di violenza negli anni successivi ….in
questi 13 anni non ho mai avuto nemmeno discussioni alterate
o violente con nessuno…..e comunque non ero di indole
violenta nemmeno allora……
La cosa triste è che sono un uomo ora, un uomo con il
cuore sincero che vive con il cuore, tuttavia pagherò
per le azioni di un confuso e torturato bambino con la mia stessa
vita se non avrò appelli in tribunale. Io sto cercando
di avere un avvocato, ma la Georgia è l’unico stato
degli Stati Uniti che non è obbligato a provvedere per
l’assegnazione di un avvocato ai detenuti. Questo significa
che le nostre vite sono indifese mentre l’orologio continua
il conto alla rovescia fino a quel giorno finale quando faremo
l’ultimo percorso per non tornare mai più. Tuttavia
questa è chiamata “giustizia”, ma potrai
farti una tua opinione personale su questo.
Mi sembra un’altra vita…..quella di tanto tempo
fa…..quando ero solito sdraiarmi sulla spiaggia cercando
di trovare me stesso……e alla fine come nel vortice
di un uragano, mi sono ritrovato ad inseguire la mia vita perduta
a causa di un crimine di passione, uno stupido momento di vendetta
verso la persona che io sentivo e ritenevo responsabile di aver
condannato me e mia madre ad una vita di dolore…..mio
papà. Io davo la colpa a lui per tutte le cose che dovevo
sopportare e per gli atteggiamenti crudeli di mia madre verso
di me………ma mi sbagliavo……………….”
Papà…se tu leggi questo….allora ti prego
…..sappi che mi dispiace davvero….dal profondo del
mio cuore, ho agito come un bambino, ma ora sono un uomo e non
importa se tu mi odi…..io lo capisco…. sono tanto
dispiaciuto e ancora più importante è che ti voglio
bene e ho ancora bisogno del mio papà. Non è mai
troppo tardi fare le cose giuste nella vita “.
Quando ero appena un bambino piccolissimo, mio papà
abbandonò me e mia madre e quello diede inizio al doloroso
percorso.
Mia madre era ancora lei stessa una bambina, aveva 19 anni,
lei iniziò ad essere sempre più amareggiata e
acida, non poteva sopportare il dolore delle sue speranze e
dei suoi sogni infranti a causa di mio padre.
il giorno che lui se ne andò portandosi via anche tutte
le sue promesse, la vita di mia madre, i suoi sogni e le sue
speranze morirono per sempre….. per non tornare mai più.
Anche lei era cresciuta in un ambiente malsano, tra abusi emozionali
e mentali, così non c’è da meravigliarsi
se cercava di scappare dalla sua realtà……ma
lo faceva offuscata dalla nebbia della droga e dell’ alcool.
Le feste e gli uomini le facevano apparentemente dimenticare
il suo dolore, ma questo le faceva anche odiare qualunque cosa
le ricordasse la sua realtà…….io incluso.
Nemmeno il fatto di avere un bambino piccolo la distolse da
questo stile di vita….feste di dubbia moralità,
droga e uomini.
Lei non si curava di me, io crescevo nello sporcizia dei luoghi
sudici dove vivevamo e spesso non ero nemmeno nutrito. Ho avuto
i vermi all’intestino 3 volte e ho avuto anche i pidocchi
nei capelli.
Quando qualunque cosa la faceva innervosire…..mi avrebbe
fatto di tutto…..se ero fortunato erano solo sgridate,
urli e mi rinchiudeva nella mia camera, così non doveva
nemmeno vedermi, ma purtroppo erano migliaia le volte che mi
picchiava, mi trascinava prendendomi per i capelli e poi……mi
sputava in faccia.
Riuscite a comprendere quello che può passare nella mente
di un bambino così piccolo quando la tua mamma ti sta
picchiando, buttando tutto il male su di te, afferrando il tuo
viso, ti guarda negli occhi e ti sputa in faccia, ti dice che
ti odia e che nello stesso modo in cui lei ti ha messo in questo
mondo, nello stesso modo lei ti può togliere da questo
mondo???
Tu stai soltanto leggendo tutto questo, io purtroppo lo ricordo
ancora nei dettagli.
Onestamente io avevo paura di mia madre…..lei era l’unica
persona che amavo e di cui avevo bisogno, l’unica persona
che soprattutto avrebbe dovuto amarmi e prendersi cura di me……tuttavia
lei mi odiava. Anche oggi, ormai a quasi 33 anni, lotto ancora
con tutto questo, ma capisco che anche lei ha passato tante
vicissitudini e che ciò che lei odiava era la sua stessa
vita più che le cose o le persone in particolare che
ne facevano parte. Io ero semplicemente sfortunato ad essere
il suo bambino. Ma nonostante tutto l’ho sempre difesa
ed io l’amavo perché lei era tutto ciò che
avevo e tutto ciò che conoscevo. Per tutta la vita ho
fatto di tutto per cercare di avere il suo amore; ora sono una
persona migliore, una persona più forte, io la amerò
sempre a prescindere da quello che lei sente per meJ.
Quello che non voglio è che questa storia suoni come
se io stessi colpevolizzando mia madre per le azioni che IO
ho commesso, lei potrebbe aver influenzato il mio modo di vedere,
ma non merito compassione, ti sto semplicemente raccontando
la ma infanzia perché sto cercando di dire che ciò
che noi attraversiamo nella vita quando siamo così piccolini,
poi tutto si riflette più tardi nelle nostre azioni,
abitudini e atteggiamenti.
Sono così addolorato e dispiaciuto per la mia intera
vita prima della prigione. Sono una persona di cuore che cerca
di vivere per amare gli altri e dare tutto me stesso. Io spero
e prego che lì fuori qualcuno giusto veda dentro di me
e mi aiuti ad aiutare me stesso. Mia madre mi ha sempre detto
che io non sono mai stato niente, che ero proprio come mio padre….un
“niente”. Tuttavia io sono qualcuno, sono una persona
e come tutti forse valgo un pochino di più di quel “niente”.
Qualche tempo dopo, quando ero adolescente, sono andato via
da mamma per quasi 2 anni e ho vissuto in un Ranch per ragazzi,
una specie di collegio a Live Oak in Florida. Sono venuto fuori
dalla mia conchiglia e inserito nell’ambiente di quella
struttura con i miei “genitori di cottage”J che
mi volevano bene e ai quali io vorrò sempre bene. Sono
cresciuto molto lì, tuttavia mia madre non voleva pagare
i 25$ al mese per farmi stare lì e così ho dovuto
andarmene e tornare a vivere con lei. Sono stato preso a calci
fuori nella strada dopo una brutta litigata che è finita
nel momento in cui lei minacciò di uccidermi, allora
io presi la canna della carabina che lei aveva puntato su di
me e l’ho messa sulla mia fronte…. le ho detto di
premere il grilletto. Non ce la facevo più, ero veramente
pronto a morire quel giornoL. Comunque da allora ho vissuto
nelle strade andando avanti grazie alla compassione di qualche
amico. Penso che la vergogna e l’orgoglio mi impediva
di chiedere aiuto……inoltre io proprio non volevo
essere un peso per nessuno. Mi ricordo che nel mese di Dicembre
1991 io e un cane randagio che avevo incontrato, dormivamo dietro
i negozi e io rubavo il cibo per tutti e due. Mi ricordo ancora
quanto faceva freddo!! Ho visto gli alberi di Natale dalle finestre
e le famiglie riunite insieme, io ero lì da solo, avevo
fame e freddo e a volte ero anche impaurito.
Quel giorno…….. 26 maggio 1994.
E’ il giorno che conferma la più grande influenza
di tutte le miserie che mia madre ha avuto su di me. Insinuando
dentro di me la paura di subire i suoi scatti d’ira, mia
madre in questo modo faceva si che io l’assecondassi,
così cercavo sempre di farle piacere con la speranza
di poter ricevere un briciolo d’amore.
Non c’era mai stato denaro, perché veniva speso
tutto da mia madre maggiormente per droga e alcool. Non c’era
mai stato denaro per un posto decente in cui vivere o per un
pasto decente.
Per tutto il periodo della mia infanzia mi era stato ripetuto
continuamente quanto fosse cattivo mio padre e quanto dolore
lui avesse causato a mia madre…..lei mi aveva sempre ripetuto
che lui era la causa della nostra miserabile vita.
Ai miei occhi mio padre era la peggior persona che si potesse
immaginare e che tutte le mie sofferenze erano state causate
da mio padre, non da mia madre.
Sono state queste parole che mi hanno portato nel posto in cui
mi trovo oggi, da dove ti sto raccontando questa storia………
da una cella di 2,20 m. x 3,10 m…….. un cella del
braccio della morte di Jackson, stato della Georgia.
Mio padre aveva comprato una nuova automobile, un pick up nuovo
fiammante, aveva speso migliaia di dollari per quell’auto,
ma non aveva mai versato un centesimo per supportare il suo
bambino piccolo……....e quel bambino ero io.
Questo pensiero mi batteva continuamente nel cervello e volevo
mettere fine a questo dolore……tutto questo doveva
finire. Mi recai a casa di mio padre, ero accecato dal dolore
e dalla rabbia……lui non c’era……c’era
la sua compagna…….fu lei a cadere….
Sono nel braccio della morte da molto tempo ora.
Questo potrebbe sembrare strano, ma la mia vita secondo me è
quasi migliorata.
In tutto il tempo, da quando sono in prigione, ho imparato molto,
ora capisco e riesco ad apprezzare il valore della vita. La
fredda e dura verità è che io non ho un futuro
…o meglio, quello che vorrei come futuro.
Io potrei veramente camminare per quel corridoio un giorno ….e
non ritornare più indietro. Non ho paura di morire…….
ho paura di morire da solo, ho paura di essere frainteso e odiato
dalla gente.
Come sono arrivato a capire e ad apprezzare il valore della
vita?
Io vivo nel braccio della morte e ciò nonostante questo
è il posto dove io oggi mi sento più vivo che
mai….come non mi sono mai sentito prima. Questo perché
sono venuto in contatto con alcune persone del mondo lì
fuori, ho mostrato loro il mio cuore, mi sono aperto a loro
e loro si sono aperte a me. Ho iniziato a scrivere alle persone
aprendo e mostrando il mio cuore…..allora ecco…….alcune
di loro non hanno trovato quello che la maggior parte della
gente si aspettava di trovare: un uomo duro o freddo….
no….io ho mostrato loro la mia vita. Molte persone se
ne sono andate nel corso degli anni, ma altre sono rimaste.
Lì fuori c’è chi mi ama e crede in me, lì
fuori c’è davvero un cuore dolce e coraggioso che
mi sostiene…….non potrò mai esprimere in
parole quanto tutto questo amore mi tocca l’anima e mi
commuove….. ho conosciuto cuori che mi hanno disarmato
per la loro purezza ed innocenza e quando un cuore ti ama in
questo modo…allora nulla di più posso chiedere
alla vita e tutto questo mi ispira a diventare un uomo migliore
ogni giorno di più.
Sai …..durante la giornata io mi guardo intorno……….vedo
sempre un unico denominatore qui dentro…siamo tutti uguali….in
un’unica posizione e con un’unica opportunità.
In ogni prigioniero c’è una storia triste. Quello
che io chiedo è che la gente si soffermi un attimo, che
guardi un po’ più da vicino e ci aiuti.
Voglio metterti in guardia, la vita ha troppo valore per essere
disprezzata.
Io sono qui nel braccio della morte e vivo con la presenza della
morte ogni giorno. Da quando sono qui, sono stati giustiziati
almeno 14 uomini, uomini in salute, legalmente uccisi dal sistema
giudiziario. Molti di questi uomini erano diventati come fratelli
maggiori per me. Nulla può preparare una persona a guardare
un uomo perfettamente in salute, camminare fuori dalla sua cella
per percorrere quel corridoio e mai ritornare indietro…….
perché è stato ucciso legalmente.
Ho pensato moltissimo, a me stesso e alla mia vita, alla prigione
e alla vita in prigione, all’America e alla vita in America.
Ti ho raccontato la mia vita. Forse ora dovrei dirti qualcosa
riguardo la vita in prigione.
Il carcere è il luogo per confinare quelli che infrangono
la legge.
La vita in prigione è una vita lontana dalla società,
molti non la chiamerebbero vita.
E’ una delle prove più dure che tu possa sperimentare.
Io ho fatto del mio meglio per affrontare questa prova e proprio
a questo punto io chiedo a me stesso se la prigione è
la risposta a tutti i problemi criminali.
E’ un’istituzione con regole rigide per lasciare
poi scorrere tutto lentamente…. fino al giorno in cui
il veleno scorrerà nelle tue vene per finire la tua vita………il
problema è risolto poi? E’ stata aiutata quella
persona? E’ stata aiutata e tutelata la società?
Non potrebbe invece una persona riabilitata essere di aiuto
alla società quando diventa una persona migliore? Perché
il numero delle persone nel braccio della morte in America sta
ancora aumentando? Da dove viene il problema e dov’è
la soluzione?
Voi, voi siete quelli che potrete costruire l’America
di domani.
Tu hai ascoltato la mia storia, dentro e fuori dalla prigione,
tu hai ascoltato della vita in prigione e i miei interrogativi
nei confronti del sistema americano.
Spero che la mia storia possa essere una parte della tua vita
e del modo in cui tu potrai viverla.
Spero che questo costruirà un domani migliore…..per
tutti noi…..per te e per me….per i prigionieri,
per la società e per l’Umanità.
James Allyson Lee